
Locandina PDF http://www.plasticfood.it/allegati_news/fuadeeef.pdf
Comunicato Stampa http://www.plasticfood.it/allegati_news/Plastic%20Food%20Civilization.pdf
Depliant http://www.plasticfood.it/allegati_news/depliantperugiadef.pdf
Planimetria Locations http://www.plasticfood.it/allegati_news/planimetria3.pdf

FONDAZIONE UMBRA PER L’ARCHITETTURA: COMUNICATO STAMPA
“Tra gioco e architettura: conosciamo i materiali sostenibili”, è il nome dell’iniziativa che la FUA “Fondazione Umbra per l’Architettura” propone nell’ambito della VI^ edizione del Fantacity Festival di Perugia, l’importante manifestazione destinata a bambini e ragazzi con il patrocinio dell’Unicef.
Il progetto, ideato dall’architetto Muriel Plombin del comitato della FUA e dall’Ing. Francesca Parotti, prevede la realizzazione di un Laboratorio didattico rivolto ai bambini sul tema della costruzione con materiali naturali e perciò sostenibili quale il bamboo. La finalità del Laboratorio è la realizzazione di una struttura effimera, un riparo di prima emergenza, che i bambini stessi realizzeranno all’interno della sede della Fondazione.
In questo momento alcuni Architetti dalla FUA stanno impegnandosi affinchè i bambini possano svolgere al meglio la loro attività di piccoli costruttori: Muriel Plombin, Roberto Fioroni, Maria Teresa Iaria, Daniela Girolomini, Isabella Scaleggi, Fabrizio Mosci, Claudio Dal Lago.
Venerdì 20 e sabato 21 Aprile quindi, usando spago, canne di bamboo e le proprie mani, assistiti da animatori che la Fondazione metterà a disposizione, i bambini realizzeranno l’opera, che potrà essere ammirata fino a domenica 22.
Nell’ambito del laboratorio l’Ing. Francesca Parotti darà le necessarie informazioni sulle tecniche di costruzione con il bamboo ed illustrerà i molteplici impieghi, dall’industria tessile a quella mobiliera fino al settore edile, che nel mondo vengono fatti di questo materiale particolarmente duttile ed ecologico.
L’appuntamento è presso la sede della FUA in Piazza Danti,28 - Perugia.
Gli orari sono:
Venerdì 20 aprile 2012 dalle 9.00 alle 10.30, dalle 11.00 alle 12.30, dalle 15.00 alle 16.30 e dalle 17.00 alle 18.30.
Sabato 21 aprile 2012 dalle 9.00 alle 10.30, dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.
Domenica 22 aprile 2012 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
Inoltre lo studio dell’Architetto Paolo Raspa ha progettato, per conto di Fantacity e della FUA, l’Infopoint della manifestazione che sarà installato in Piazza della Repubblica: una struttura di circa 70 metri quadrati in legno lamellare e tendoni da camion recuperati.
Infine FUA coadiuverà il land artist Pierluigi Monsignori “Potsy” nell’installazione “Plastic Food Civilization” che sarà realizzata in Corso Vannucci: un’opera finalizzata a suscitare una profonda riflessione sul rapporto dell’umanità con il mondo dei rifiuti.
Le iniziative sono rese possibili grazie alla collaborazione di GESENU, La NUOVA PARATI, LEGNOMAGIA, Vivai MASSARONI, GLI EDILI srl e DI GILIO, Monsignori Carlo & C, cui vanno i più profondi ringraziamenti.
Fondazione Umbra per l’Architettura “Galeazzo Alessi”
Palazzo Conestabile della Staffa, Piazza Danti, 28 - 06123 Perugia.
Tel. +39 075.5002598
www.fondazioneumbraarchitettura.it - info@fondazioneumbraarchitettura.it
Comunicato Stampa Associazione Culturale Plastic Food Project
20-22 aprile 2012
Corso Vannucci - Perugia
Installazione di Land Art
“Plastic Food Civilization”
Incastonare “Plastic Food” nel cuore pulsante dell’acropoli di Perugia è l’estensione naturale delle precedenti installazioni che hanno avuto come scenario l’Umbria ed i suoi caratteristici borghi.
Gli edifici storici che fanno da cornice al Corso Vannucci, rappresentano il tessuto metaforico più idoneo per verificare, nella sostanza, il significato complessivo dell’opera culturale, prima ancora che artistica, chiamata “Plastic Food”.
L’Umbria, cuore verde d’Italia, rappresenta infatti il contesto da dove cominciare a pensare in maniera diversa al nostro futuro…dobbiamo per forza vivere un presente diverso per non lasciare ai nostri figli un mondo vuoto di valori e pieno di rifiuti.
Perugia, dove è ancora tangibile nel tessuto urbano la creatività e l’abilità edificatoria del popolo etrusco, è l’epicentro della metafora che si vuole raccontare.
Ricominciare ad apprezzare quello che le nostre amate terre ci donano ogni giorno, e amare senza compromessi le tradizioni, non rinunciando a quel cosmopolitismo che da sempre è stato un tratto caratteristico di Perugia. L’Università per stranieri ne è l’esempio più concreto, dando all’intero territorio l’opportunità di mostrare al mondo intero il vivere accanto alla natura senza divorane per forza l’essenza.
Portare la vibrazione di “Plastic Food” in Corso Vannucci, ci dà un monito senza riserve, un futuribile che opprime e cancella ogni possibile presente.
Vivere nel secolo dell’ignavismo ci porterà a convivere con un Plastic Food reale e quotidiano: quello che purtroppo già in altre regioni e città meravigliose è un passato presente.
Come è accaduto per l’istallazione di “Plastic Food” a Bruxelles, anche quella di Perugia ci offre l’opportunità di mostrare al mondo che l’Italia sta reagendo in maniera positiva e si rimbocca le maniche davanti a questo futuribile drammatico.
Questa volta l’artista predilige il Corso del centro storico della città di Perugia come fulcro della sua installazione. Il contrasto tra le possenti mura storiche degli edifici storici e le presse di rifiuti plastici, si fa aspro come la metafora che si vuole rappresentare: un futuribile impensabile, lontano, distante anni luce dal quieto presente, ed è proprio questo contrasto di diversi materiali che l’artista vuol far emergere.
Perugia al contrario di altre città è ancora salva da quello che purtroppo è in molte città italiane una quotidianità drammatica per niente diversa da quello che trovate oggi in Corso Vannucci con Plastic Food. Fare una passeggiata nel Corso di Perugia e trovare un mondo di rifiuti spaventa anche i più arditi.
Le presse fatte unicamente di rifiuti non profumano, tutt’altro, ma rimandano all’odore distante delle famose pasticcerie che diventa un mero ricordo. Questo è un monito severo che senza riserve trasmette il rapporto che abbiamo con i polimeri e ci proietta in un futuro immediato che sembra senza rimedio.
L’antico Corso Vannucci offre una parentesi di riflessione seria e senza riserve, dobbiamo cambiare atteggiamento e raggiungere quella consapevolezza che farà la differenza, in questo caso la differenziata.
Plastic Food non è un dipinto che si può appendere nel proprio salotto, anche se sempre di arte si sta parlando, in effetti è stata esposta al Centro Per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e parte integrante della mostra permanente del MAC (museo per l’arte contemporanea) di Bahia in Brasile.
Spesso osservando l’installazione si rimane distanti, è inutile insistere, la verità è che i rifiuti che produciamo ci fanno paura, ce ne vergogniamo e ne disconosciamo la proprietà. Un’installazione come Plastic Food ci fa riflettere su ciò che siamo e ciò che saremo, l’esatta proiezione di tutto quello che non vogliamo.
Purtroppo l’Italia finisce troppo spesso nella cronaca estera per la questione rifiuti anziché per le sue bellezze storiche, Plastic Food lotta anche contro questo smembramento selvaggio dei nostri luoghi dicendo che se dà una parte c’è un’Italia distratta, dall’altra c’è anche un’ Italia che lotta ogni giorno per valorizzare e proteggere le proprie bellezze, la stessa che ci rende fieri di essere italiani. La nostra bandiera è il frutto del sacrificio e dell’antica storia dei nostri avi, fatta di un tessuto unico al mondo, dobbiamo evitare ad ogni costo che la nostra bandiera sia fatta di plastica colorata “Made in chissà dove” e tirare fuori dal cassetto quel sentimento nazionale di cui abbiamo bisogno e che ci rende orgogliosi. Plastic Food non è solo arte, è un modello di comunicazione, è un’opera per la collettività, che si nutre costantemente delle contaminazioni di quegli artisti che l’hanno voluta abbracciare e di tutti quelli che vorranno a modo loro farla propria
Plastic Food Project
L’installazione di land art “Plastic Food” è l’ultima di una serie di installazioni iniziata nel 2000, caratterizzate dall’utilizzo di materie plastiche. Potsy è convinto che l’uomo viva un amore non corrisposto con questo meraviglioso ed oramai insostituibile polimero. Quest’opera d’arte non è che un invito ad una passeggiata in un paesaggio futuribile purtroppo presente, che ci sembra distante dalle nostre verdi colline umbre, ma che in realtà non è poi così lontano. Una riflessione semplice, dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti. Non possiamo più attendere che l’inconsapevolezza di un futuro distratto tolga ai nostri figli il quotidiano a noi familiare: passeggiare in un campo con l’erba appena tagliata, sentire il leggero profumo delle presse di fieno ci riporta al contatto con la natura e questa deve essere un’eredità per tutti. “Plastic Food” rappresenta ciò che vivremo, ciò che ci attende e che purtroppo in altre regioni e già passato-presente. Sopravviviamo in una società che cannibalizza certezze, che cerca in tutti i modi di sostituirsi alla normale natura di tutte le cose, viventi e semplici, che ha fatto diventare carnivori gli erbivori, in una logica di profitto perversa che alla fine ci si è ritorta contro.
L’installazione Plastic Food è un invito per chi produce e chi consuma ad avere un atteggiamento eco-consapevole riguardo la produzione dei rifiuti, ci sono imballi eco sostenibili che già da subito potrebbero ridurre in maniera sostanziale l’utilizzo del petrolio che è causa di conflitti a livello mondiale oltre che contribuire all’innalzamento della temperatura del pianeta con la sua trasformazione e smaltimento dei prodotti derivati. Tornare indietro nel tempo all’utilizzo di materiali naturali per guardare al futuro con una prospettiva di consumo sostenibile, che non debba per forza sfruttare i paesi in via di sviluppo. Scrollarci di dosso questa ipocrisia che ci fa storcere il naso davanti alla fame nel mondo mentre acquistiamo l’ultimo suggerimento per gli acquisti prodotto da persone che non hanno nemmeno una ciotola di riso al giorno.
La natura implode nella frustrazione nella quale versa, improvvisa malesseri che si concretizzano in nuove pandemie. Camminare attraverso l’installazione di Potsy vi proietterà in un’istantanea capace di farvi comprendere la reale disarmonia di una esperienza accanto ai nostri rifiuti quotidiani, macchie di colore fuori tono, abituati come siamo alle solite meravigliose mura cittadine.
Un viaggio che vi permetterà di abbracciare presse diverse di un futuro-presente che nessuno di noi vorrebbe nel proprio giardino.
Installare Plastic Food a Bruxelles è molto importante perché è il cuore dell’Europa moderna, il fulcro dove si decide il futuro di tutti noi. Dobbiamo reimpostare il concetto di produttività muovendoci verso un sistema che tenga conto dell’impatto ambientale. Dobbiamo isolare quelle realtà produttive che immettono nel mercato merce “malata”, perché recuperare il danno provocato da certi paesi che sfruttano mano d’opera, senza nessun rispetto per il lavoratore, che inquinano non tenendo conto di nessun problema ambientale, sta portando ad un impoverimento serio di tutti gli stati membri europei ed un livello di inquinamento senza precedenti nella storia dell’uomo.
Nell’evolverci, non soddisfatti dei materiali dei quali disponiamo in natura, ci siamo spinti verso la ricerca di futuribili perversi peraltro insostenibili dal nostro pianeta, del quale dovremmo essere parte integrante e non invasiva. La trasformazione di un elemento naturale come il petrolio, ha portato alla magnifica creazione dei polimeri, che rivestono un’importanza fondamentale in molti ambiti dell’esistenza umana. I Polimeri hanno radicalmente cambiato positivamente la qualità della nostra vita, ma dobbiamo fare molta attenzione a non utilizzarli inutilmente.
Purtroppo nell’ottica di un consumismo sfrenato e privo di eco-consapevolezza forse siamo arrivati ad un punto di non ritorno per il quale un’invenzione dell’uomo che avrebbe dovuto migliorare la nostra condizione, come la plastica, sta velocemente gettando l’evoluzione umana in un cassonetto dei rifiuti.
Da qui l’importanza di avere una maggiore eco-consapevolezza sia da parte di chi produce, sia da parte di chi consuma, per creare un sillogismo che dia come risultato un consumo ad impatto ambientale zero.
L’uomo vive sulla terra da migliaia di anni, nel corso del tempo ha subito un’evoluzione in linea con le esigenze del pianeta, negli ultimi cento anni questa tendenza si è capovolta, per dare spazio a logiche di profitto che hanno fatto dell’umanità e del suo sistema di vita una piaga per la natura stessa. Se non cambiamo atteggiamento questa sarà la nostra nuova passione. In poco più di un secolo siamo riusciti a distruggere tutto il meglio di ciò che ci circonda.
Un’opera come Plastic Food (www.plasticfood.it), è stato per l’artista come far nascere un essere vivente, avergli spiegato le quattro regole fondamentali per la sopravvivenza e averlo lasciato a se stesso solo al mondo e libero di imparare dall’esperienza di tutto ciò che lo circonda nel bene e nel male.
L’appello lanciato dall’artista Pierluigi Monsignori Potsy agli artisti di cercare di utilizzare le proprie capacità comunicative per contaminare la propria installazione ed aiutare il pianeta ha dato dei risultati sorprendenti. Ogni persona che ne ha parlato, l’ha toccata, fotografata, ne ha fatto un video, l’ha usata come strumento musicale, l’ha amata, l’ha odiata, l’ha comunque contaminata in modo positivo rendendola quindi mensa comune. Tanti artisti hanno voluto interagire con Plastic Food, ne sono diventati parte integrante unendosi indelebilmente al più profondo significato dell’opera.
Alcuni degli Artisti e Persone che hanno contribuito a vario titolo a Plastic Food Project :Rossi Maurizio, Mirco Guardabassi, Luca Ficini, Antonio Rancati, Sauro Corliani, Alessandro Pucci, Paolo Mirmina, Annie Richards, Isabella Scaleggi, Valley Life, Giampiero Giulietti, Silvano Rometti, Graziano Antonielli, Roberto Sonaglia, Federico Ciarabelli, Giovanni Nigro, Giovanni Mommi, Alvaro Ramaccioni, Paolo Serpolla, Antonio Renzini, Ilaria Dozio, Davide Sada, Simona Panzolini, Fabio Versiglioni, Marie Laure Lule, Nicola Mariucci, Paolo Raspa, Claudio Dal Lago, Paolo Vinti, Carla Lastoria, Cesidia Ramaccioni, Andrea Spigarelli, Fabrizio Giuffrida, Gianni Berna, Mario Tosti, Giorgio Pezzanera, Gialiano Ciocchetti, Claudio Capoccia, Alfio Todini, Valentina Bononi, Roberto Baldinelli, Paolo Lupattelli, Alessandro Canovai, Fabio Paltrinieri, Fabrizio Ciocchetti, Mirco Diarena, Gabriele Spaccini, Roberto Casati, Barbara Filippetti, Michele Ragni, Uliana Piro, Emanuela Giannelli, Francesco Pastore, Fabio Rossi, Fausto Trippolini, Massimo Romagnoli, Rosi Maddalena, Ezio Bani, Antonio Gabrielli, Davide Peli, Andrea Tocci, Tania Turchi, Enrico Milanesi, Paolo Ippoliti, Francesco Cecchetti, Marco Tosti, Mario Tosti, Romina Ciribilli, Gianluca Rosi, Jean Beccafichi, Fernando Marchetti, Valerio Rosi della DigitalTop of Umbertide.
“In un momento storico dove tutte le certezze si perdono, l’arte ha un ruolo fondamentale nel cercare di ricollocare la speranza al centro della nostra quotidianità.”
Pierluigi Monsignori Potsy
Installazioni Precedenti dell’Opera Plastic Food
• 20/08/2010 - 20/09/2010 Prima edizione - Umbertide “Plastic Food”
• 20/11-21/12 Seconda edizione - Centro per l’Arte Contemporanea Rocca di Umbertide “Plastic Food Contaminazioni” for European Week Waste Reduction 2010
• 26/05/2011-29/05/2011 Porcari - Lucca Ecorevolution
• 22/06/2011 - 10/07/2011 Terza edizione - Centro Storico di Marsciano Marsciano “Plastic Food Surrounds Us”
• 27/09/2011 - 29/09/2011 Quarta edizione - Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci-Prato “Plastic Food Agorà”
• Da Gennaio 2011 - Installazione permanente di Plastic Food presso Museo per l’Arte Contemporanea MAC di Bahia (Brasile)
• Ottobre 2011 Plastic Food a Diritti in Festa - Centro Servizi Camerali, ex Borsa di Perugia
• Novembre 2011 Plastic Food al Comune di Marsciano per European Week Waste Reduction 2011
• Novembre 2011 Plastic Food Umbertide/Bruxelles - Centro Socio Culturale San Francesco Umbertide PG per European Week Waste Reduction 2011
• Novembre 2011 Quinta edizione Plastic Food Bruxelles - Parc De Forest Bruxelles Belgio per European Week Waste Reduction 2011
Cultural Association Plastic Food Project
Info e contacts
Pierluigi Monsignori Potsy
cell. 348/2869485
info@plasticfood.it
facebook: http://www.facebook.com/monsignori.potsy
twitter: PotsyMonsignori
Barbara Filippetti
cell. 329/4054984
filippetti.barbara@gmail.com
www.plasticfood.it